La Certosa di San Lorenzo, meglio nota come Certosa di Padula, è uno dei più importanti complessi monastici d’Italia e d’Europa; si tratta di un indiscutibile e prestigioso monumento artistico. Situata a Padula (Salerno) all’interno del parco nazionale del Cilento e del vallo di Diano, ha un’estensione di circa 52000 mq, di cui 30000 mq coperti, con più di 320 stanze. Nel 1998 è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’ UNESCO. La Certosa di Padula fu fondata da Tommaso II Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo di Diano, che nel 1296 entrò in possesso di Padula e nel 1306 donò ai Certosini un preesistente edificio, la Grancia di S. Lorenzo dell’Abate di Montevergine, su cui fu edificato il nucleo originario della certosa, accresciutosi nel corso di secoli di edifici rispecchianti gli stili delle varie epoche. Il Sanseverino sperava che la presenza dei Certosini potesse agevolare la bonifica del territorio divenuto paludoso per le inondazioni del fiume Tanagro. In età napoleonica gli ordini religiosi furono soppressi e la Certosa di Padula fu spogliata del suo patrimonio di libri, d’archivi e dei suoi tesori in oro ed argento. Dopo la dominazione francese, i certosini poterono tornare nel monastero, ma vi fu una progressiva decadenza che portò nel 1866 alla soppressione del monastero. Nel 1882 la Certosa fu dichiarata monumento nazionale e affidata alle cure del Ministero dell’Istruzione Pubblica. Oggi la Certosa ospita il Museo Archeologico della Lucania Occidentale e una vastissima collezione d’arte contemporanea nella saletta dell’appartamento del Priore.L’impianto planimetrico rispecchia nella distribuzione e organizzazione degli spazi architettonici la vita religiosa dell’ordine certosino. Si suddivide infatti in due grandi aree: la “casa bassa”, più a contatto col mondo esterno, ove si svolgevano le attività di sostentamento della comunità certosina (spezieria, stalle, granai e depositi ubicati nella corte esterna) e la “casa alta” con gli spazi della vita comunitaria dei monaci (chiesa, cucina, refettorio, sala del tesoro e del capitolo) e gli ambienti di stretta clausura organizzati intorno al chiostro grande (celle dei monaci e giardini, appartamento del priore, biblioteca). Le maggiori attrazioni artistiche sono: la facciata manierista, i cori lignei di XVI, i pavimenti maiolicati del 1700, l’altare marmoreo del XVIII con intarsi di madreperla e lapislazzuli, gli arredi liturgici e soprattutto lo scalone ellittico del 1770, opera di Gaetano Barba, allievo del Vanvitelli.

 

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