Il Parco Nazionale del Vesuvio si estende su una superficie di circa 13.500 ettari, comprendendo numerosi paesi ed è una delle Riserve della Biosfera del Mondo protetti dall’UNESCO.
Secondo una ricerca scientifica, la componente vulcanica era già attiva 300.000 anni fa, con fasi esplosive che hanno avuto inizio circa 17.000 anni fa (un villaggio dell’Età del Bronzo, sepolto da un’eruzione come quella del 79 dC, è stato recentemente portato alla luce a Nola) . Le eruzioni del Vesuvio sono state così tipiche da dare origine al termine “fasi del Vesuvio” per indicare risveglio violento causato da magma ad una grande profondità. Il clima mite e il terreno estremamente fertile, nonostante le colate laviche che si sono succedute nel corso dei secoli, hanno permesso l’evoluzione di una flora lussureggiante e caratteristica che offre un habitat per poche ma importanti specie animali, con uccelli che si fermano durante la migrazione .

Oltre alla tipica ginestra, che è il simbolo del parco, dobbiamo anche ricordare ch vi si trovano piante di valeriana, pini, robinie, betulle e diverse specie della macchia mediterranea.

La fauna comprende volpi, lepri, conigli selvatici, ghiri, donnole e faine. Gli uccelli sono rigogoli dorate, gufi, codirossi, Balie nere, pettirossi, cappellini neri, scriccioli, cinciallegre, civette, picchi maculati, barbagianni, beccacce, merli, verdoni e corvi.
E ‘possibile effettuare escursioni nel Parco e sul Vesuvio, per godere l’ambiente naturale e ammirare panorami indimenticabili.

Si consiglia di ritagliare un pò di tempo per una visita all’Osservatorio Vesuviano, il primo punto per l’osservazione e lo studio vulcanologico del mondo e uno dei più grandi strutture del suo genere. E ‘stato fondato nel 1841 e fu inizialmente gestito da uno dei vulcanologi più noti in assoluto, Giuseppe Mercalli, che ha dato il suo nome alla scala sismica porta il suo nome. L’Osservatorio è a metà strada fino al cratere e può essere visitato.

 

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