L’edificio che ospita il museo fu completato nei primi anni del 17 ° secolo, avvalendosi di una struttura eretta alcuni anni prima. Fu inaugurato nel 1615 come “Palazzo degli Studi Reali”, sede dell’Università di Napoli. Quando l’università si spostò altrove nel 1777, Re Ferdinando IV incaricò l’architetto Ferdinando Fuga per ripristinare e adeguare l’edificio per ospitare il Museo Borbonico e la Biblioteca Reale. l’edificio continuò a subire modifiche, in particolare l’aggiunta di un secondo piano su entrambi i fianchi dell’edificio centrale. Alla fine del secolo le collezioni Farnese, sontuose immagini, libri e oggetti antichi furono spostati lì dal museo di Capodimonte e dalle varie residenze reali, seguiti da reperti di Pompei, Ercolano e Stabia. Così dal 1816 il “Real Museo Borbonico” poteva vantare le ricchezze combinate della collezione Farnese e dalle antichità vesuviane. Nel corso del 19° secolo il museo ha continuato a ricevere nuovo materiale, sia da collezioni private che dagli scavi, la maggior parte dalla Campania e da altre regioni del sud Italia. All’unificazione d’Italia nel 1860 passò in proprietà dello Stato ed è stato ribattezzato “Museo Nazionale”. A questo punto l’edificio conteneva solo le ricche collezioni di antichità e divenne il Museo Archeologico come lo conosciamo oggi. Da alcuni anni il tessuto è stato sottoposto a lavori di restauro, ora in fase di completamento, e ancora una volta da una riorganizzazione globale delle collezioni è in fase di completamento, con il duplice scopo di documentare il ruolo dei collezionisti privati ​​nella formazione del patrimonio archeologico ed illustrare i vari reperti nei loro contesti specifici.

 

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